L’ho chiesto a molti…
Mi è stato detto che l’amore è il sentimento più forte del mondo, il sentimento che lo fa muovere, che lo fa girare. Mi è stato detto che l’amore è qualcosa di appiccicoso, qualcosa che attacca due persone e può essere un bene nel senso che quei due persone resteranno sempre insieme, così come può essere un male perché nello stare sempre attaccati uno dei due prima o poi potrà anche scocciarsi e cercare un solvente per scappare via lontano. Mi è stato detto che l’amore è la cosa peggiore che possa capitare a qualcuno, mi è stato detto che l’amore è una brutta bestia… Una medaglia con due volti.
Mi sono state dette un sacco di altre cose… Così tante che ora non le posso ricordare tutte, così tante che non entrerebbero sulle pagine di questo blog. Chi seguire? A chi credere? Su quale teoria appoggiarsi? Tutte? Nessuna? Credo che ognuno debba farsi una propria idea dell’amore… Credo che ognuno debba provarlo sulla sua pelle per poter dire cosa’è… Credo che ognuno debba soffrire per amore… Credo che ognuno dopo aver sofferto debba guardare le proprie ferite ed insegnarle a qualcun altro.
L’amore è:
Quando ti svegli la mattina con il pensiero fisso…
Quando guardi quella sveglia e ti torna in mente quella persona…
Quando apri l’armadio e vedi quel peluche ancora sorridente che ti guarda contento…
Quando indossi quel braccialetto e quella collana che ti ricordano sempre la stessa persona…
Quando ti metti l’orologio e vedi che non rispecchia la tua immagine ma quella di una certa persona…
Quando ti metti le scarpe e pensi a quella persona…
Quando esci di casa e conti i minuti che mancano per incontrare quella persona…
Quando ogni canzone che ascolti è in qualche modo collegata a quella persona…
Quando mangi, giochi, viaggi, corri, siedi, parli, litighi, dormi. Sogni hai sempre la stessa persona d’avanti agli occhi…
Quando non fai altro che pensare a quella persona…
Quando le parole “quella persona” ti rimbombano talmente tanto nella testa da non riuscire a pensare ad altro…
Ma non è tutto qui… Amore è:
Quando ti svegli la mattina con lacrime e un pensiero fisso…
Quando guardi triste quella maledetta sveglia in cui i minuti scorrono sempre più lenti come se volesse fartelo apposta…
Quando apri l’armadio e vedi che il peluche è caduto o si è persino girato di spalle per non guardarti in faccia da quando fai schifo…
Quando lanci quel braccialetto e quella collana che ti ricordano sempre la stessa persona sul peluche girato…
Quando ti metti l’orologio e vedi che rispecchia la tua stessa faccia che ti deride sghignazzando e prendendoti in giro…
Quando ti metti le scarpe e ti stanno sempre più strette…
Quando esci di casa e conti i minuti che mancano per tornare a letto sperando di addormentarti per non pensare più a quella persona…
Quando ogni canzone che ascolti è in qualche modo collegata a quella persona e l’unica cosa che vorresti fare è piangere fino a finire ogni goccia d’acqua e sale che hai in corpo…
Quando non mangi, non giochi, non viaggi, non corri, non siedi, non parli, non litighi, non dormi, non sogni, perché hai sempre la stessa persona d’avanti agli occhi e ti passa la voglia di far tutto…
Quando non fai altro che pensare a quella persona piangendoti addosso.
Quando le parole “quella persona” ti rimbombano talmente tanto nella testa da iniziare ad odiare e allo stesso tempo a temere che smettano di rimbombare per timore di perderle per sempre…
Tutto questo è l’amore, l’amore vero. Non c’è rosa senza spine. Proprio per questo il simbolo dell’amore è la rosa… Per poter dire “ho amato” bisogna prima aver detto “ho sofferto” … Non si scappa a questo. È una regola di vita. Non c’è rosa senza spine, non c’è spine senza sangue, non c’è sangue senza dolore, non c’è dolore senza sofferenza, non c’è l’amore senza spine, sangue, dolore e sofferenza.
Andrea Spartà




Mi fa piacere leggere che c'è ancora qualcuno che posta in giro questo mio vecchio pensiero (quando l'ho scritto avevo a malapena 16 anni, ora ne ho quasi 21 °°) citandone anche l'autore ^__^ La maggior parte dei blog/siti/forum in cui l'ho ritrovato lo spacciavano tutti per proprio o non dicevano nulla, lasciando intuire la stessa cosa.
Un saluto,
Andrea S.